ANCE VENETO, DAL FEDERALISMO NUOVE PROPOSTE PER COMBATTERE IL RISCHIO IDROGEOLOGICO
La proposta operativa: creazione dell’Agenzia regionale delle Acque e della Difesa del suolo
Le proposte finanziarie: tassa di scopo; accisa sulla produzione di energia elettrica; emissione di buoni ordinari regionali finalizzati; project financing per la gestione delle risorse idriche; fondo di riserva per la manutenzione ordinaria
Una serie di misure finanziarie di stampo federalista e un nuovo modello di gestione delle risorse idriche. Sono le proposte avanzate da Ance Veneto, nel corso di un convegno promosso dall’Associazione regionale dei Costruttori e dalla rivista EST, per far uscire il Veneto dall’emergenza idrogeologica.
La proposta operativo-programmatica riguarda la creazione dell’Agenzia regionale delle Acque e della Difesa del suolo, un unico organismo al quale affidare tutte le funzioni operative e gestionali che concorrono alla difesa del suolo. Per quanto riguarda le proposte finanziarie, Ance Veneto, oltre a esprimere il proprio favore all’introduzione di una tassa di scopo, lanciata da settimane da alcuni rappresentanti della Regione, ha proposto l’introduzione di un’accisa regionale sull’energia elettrica prodotta, l’emissione sul mercato finanziario di buoni ordinari da parte della Regione Veneto, attraverso la propria società finanziaria Veneto Sviluppo, lo studio di valutazione sulle possibilità di project financing nella gestione dell’acqua o nella produzione di energia dall’acqua e un fondo per la manutenzione ordinaria: accantonamento in un “fondo di riserva” di una quota percentuale del valore di investimento di ciascun intervento di salvaguardia idraulica.
«Sono certo – ha spiegato Luigi Schiavo,presidente di Ance Veneto – che cittadini, imprese, fondazioni bancarie siano disposti, in un periodo di generale difficoltà, a dare comunque il proprio contributo per fronteggiare quella che è una reale emergenza ed evitare i costi economici, ma soprattutto umani, di nuovi disastri. Ma i cittadini veneti, a differenza di quanto successo finora, devono essere rassicurati sulla certezza dello scopo e della destinazione delle risorse, sulla trasparenza delle procedure, che potrebbero essere monitorate da un sito web specifico e sul limite temporale delle nuove imposte con la possibilità di rimodularle nel tempo. Questo è il nostro contributo che consegniamo adesso alle valutazioni della politica, alla quale chiediamo rapidità nelle decisioni».
Presente a Vicenza anche il Presidente nazionale dell’Ance, Paolo Buzzetti. «L’iniziativa promossa oggi da Ance Veneto – ha sottolineato Buzzetti – mi sembra quanto mai utile per mettere a fuoco le soluzioni e gli interventi che vanno subito messi in campo per prevenire nuove catastrofi». Il presidente Buzzetti incalza il governo Monti affinchè «sia data attuazione al più presto al programma di piccole e medie opere che era stato varato dal Cipe nel 2009 e che poi è rimasto lettera morta per mancanza di fondi. La sicurezza dei cittadini è la prima infrastruttura del Paese: non è tollerabile assistere ad altre vittime, ad altri gravi danni al territorio e alle imprese per mancanza di prevenzione e di manutenzione” aggiunge il Presidente Ance nazionale».
OPERATIVO-PROGRAMMATICA
Agenzia regionale delle Acque e per la Difesa del Suolo:
A questo organismo andrebbero affidate tutte le funzione operative di progettazione, realizzazione delle opere, di manutenzione e di controllo della rete idrografica e di gestione del demanio idrico regionale. Come è noto l’attuale assetto organizzativo delle strutture regionali, in particolare di quelle periferiche, frammenta le competenze e le attività svolte sulle rete idrografica con la conseguenza – una tra molte – che risulta difficile acquisire un quadro d’insieme completo sia delle esigenze di intervento, sia dell’efficacia delle azioni svolte. Tutto questo limita l’efficienza delle azioni sviluppate e il rendimento del sistema regionale. Quindi, ferme restando le competenze affidate ai consorzi e all’Agenzia Interregionale per il fiume Po (A.I.Po), tutte le funzioni operative e di gestione economica dovrebbero essere affidate all’agenzia.
FINANZIARIE
Ance Veneto è innanzitutto favorevole all’ipotesi di Tassa di scopo, uno strumento indispensabile per garantire il fabbisogno finanziario delle opere di salvaguardia.
Accisa regionale sull’energie elettrica prodotta:
Introduzione di un’accisa sulla quantità di energia prodotta come forma di compensazione per le esternalità ambientali causate dal processo di produzione di energia.
Un’ipotesi a titolo puramente esemplificativo dei valori in gioco:
La produzione nazionale di energia elettrica ammonta a circa 300 miliardi di Kw/h all’anno (Fonte Etra). In Veneto ogni anno vengono prodotti circa 30 miliardi di kw/h. Il prezzo dell’energia elettrica praticato al consumo si aggira intorno ai 16-18 centesimi di euro ogni kw/h. Ipotizzando un accisa di 1 cent per ogni kw/h prodotto, si accantonerebbero circa 300 milioni all’anno. Alla politica lasciamo il compito di modulare l’importo del prelievo e assicurarsi che l’aumento dei costi non ricada sui consumatori.
Bond regionali finalizzati:
Ance Veneto propone lo studio di fattibilità dell’emissione sul mercato finanziario di Buoni Ordinari da parte della Regione Veneto, attraverso la propria società finanziaria Veneto Sviluppo, con rendimenti pari a quelli attualmente sul mercato, direttamente a cittadini, aziende, fondazioni bancarie e istituti finanziari, al fine di reperire le risorse da destinare, in maniera trasparente e verificabile da parte dei soggetti investitori, ad interventi di manutenzione e salvaguardia del territorio dal punto di vista idrogeologico e ambientale. In termini di gestione, l’elemento innovativo riguarda la trasparenza della raccolta delle risorse e il loro utilizzo mirato per progetti
Finalizzati all’aumento della sicurezza del territorio, sulla base di quanto previsto dalle recenti norme sul federalismo riguardanti gli enti locali.
Project financing:
Valutare tutte le fattispecie e le occasioni – che abbiano naturalmente un carattere di rimuneratività – che consentano l’utilizzo di questa forma di finanziamento: gestione dell’acqua, produzione di energia dall’acqua, ricarica della falda e prelievi.
Fondo per le manutenzione:
La difesa del suolo si fa con la manutenzione ordinaria delle opere e del territorio. Per questo proponiamo di accantonare in un “fondo di riserva” una quota percentuale del valore d’investimento di ogni intervento di salvaguardia idrogeologica.
Il fondo, nel quale dovrebbero confluire anche i canoni delle concessioni idrauliche, servirà esclusivamente a finanziare gli interventi di manutenzione ordinaria.