Sul nuovo Piano Casa del Veneto occorre recuperare il tempo perduto, spingendo i Comuni a deliberare ben prima della scadenza del 30 novembre e superando i dubbi applicativi determinati dagli emendamenti dell?ultima ora. Ance Veneto rilancia il tema del nuovo Piano Casa del Veneto, approvato a inizio luglio, come occasione di recupero e riqualificazione del parco immobiliare più vecchio e degradato. Un occasione per il momento rallentata da alcuni dubbi interpretativi emersi subito dopo l?approvazione in Consiglio regionale e subito segnalati dall?Associazione dei costruttori.
Per riaccendere il dibattito Ance Veneto ha organizzato un convegno in collaborazione con Ance Padova e Confindustria Padova, che si svolto il giorno 22 settembre u.s. al Centro Congressi della Camera di Commercio di Padova. Erano presenti circa 150 persone tra imprenditori, professionisti e rappresentanti dei Comuni. Presente Marino Zorzato, vice-presidente della giunta regionale con delega all?Urbanistica.
La questione più urgente è quella relativa alle centinaia di pratiche pendenti, ovvero le domande presentate prima del 9 luglio, giorno dell?entrata in vigore della nuova legge, ma congelate in quanto il Piano Casa bis non contempla un regime transitorio con la vecchia norma (la 14/2009). Per le seconde abitazioni bisognerà infatti attendere la decisione dei Comuni, che hanno tempo sino al prossimo 30 novembre prima che scatti il meccanismo del silenzio/assenso.
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