Ance Veneto ha presentato al Laguna Palace Hotel di Mestre il Rapporto congiunturale sull?industria regionale delle costruzioni per il 2010. Nella relazione del presidente Stefano Pelliciari la preoccupazione per il settore edile che non vedrà segnali di ripresa nemmeno nel 2011, sebbene diversi comparti dell?economia italiana abbiano già manifestato nel 2010 una inversione di tendenza. Per il quinto anno consecutivo gli investimenti nel mercato delle costruzioni indicano un segno negativo in Veneto. Nel quadriennio 2008-2011, il calo è stimato del 22 per cento. La stima per il 2011 è di un -2,4%. Pelliciari ha rivolto quindi un invito alle istituzioni perché sblocchino quelle politiche pubbliche che avrebbero un effetto anti-ciclico ma che per ragioni di natura regolamentare o burocratica sono rimaste lettera morta.
L?elenco delle politiche in questione è presto detto. Spreco e cattiva distribuzione delle risorse pubbliche, centralismo e poca autonomia finanziaria da parte degli Enti locali, gli effetti del Patto di Stabilità interno, che da stime Ance bloccheranno 280 milioni nei Comuni del Veneto nel 2011 e 350 milioni nel 2012, l?inutilizzo dei fondi Fas e dei Fondi strutturali, 500 milioni bloccati da 18 mesi per il Veneto, l?inefficienza e i ritardi della pubblica amministrazione. I ritardi di pagamento della PA (107 giorni oltre il termine contrattuale nel Nord Est).
Alle richieste di Ance Veneto ha risposto il governatore del Veneto Luca Zaia che, intervento all?evento al Laguna Palace Hotel, ha riconosciuto l?importanza del settore, con i suoi 14 miliardi di fatturato, per l?economia regionale e ha assicurato di essere a fianco delle imprese edili, individuando nel federalismo lo strumento per sbloccare maggiori risorse finanziarie sul territorio.
E proprio il federalismo è stato il tema della tavola rotonda conclusiva, che ha visto la partecipazione del prof. Luca Antonini, presidente della Commissione tecnica sul federalismo, del prof. Bruno Barel, docente dell?Università di Padova, oltre che del presidente Stefano Pelliciari. L?incontro è stato moderato dal caporedattore della Tgr Veneto Beppe Gioia.
Al termine del dibattito, il presidente uscente Stefano Pelliciari, che rimarrà in carica sino al 17 marzo, ha chiamato sul palco il neo-presidente di Ance Veneto Luigi Schiavo. «Riconosco ? ha detto Schiavo ? il grande impegno svolto dal Presidente Pelliciari nel rafforzamento dell’Associazione in questi anni, i più difficili per il settore a causa della crisi.
Sotto la sua presidenza, Ance Veneto ha migliorato i risultati e dato una svolta ai suoi obiettivi associativi. L’obiettivo del mio mandato sarà quello di proseguire nel solco delle buone cose già avviate puntando a un rafforzamento del ruolo di Ance Veneto nei rapporti con la Regione, in particolare, allo scopo di servire gli interessi delle imprese associate».
I numeri. L?economia italiana nel 2010 ha cominciato a manifestare segnali di ripresa; per il settore delle costruzioni, permane, invece, una situazione di forte crisi che, secondo le valutazioni dell?Ance, non si esaurirà nel 2010 e proseguirà anche nel 2011.
Nel 2010 si stima una diminuzione degli investimenti in costruzioni del 6,4% su base annua e per il 2011 è previsto un ulteriore calo del 2,4%.
In quattro anni, dal 2008 al 2011, il settore delle costruzioni in Italia avrà perduto il 17,8% in termini di investimenti, vale a dire circa 29 miliardi di euro.
Nel Veneto le cose vanno peggio: il calo di investimenti in costruzioni, nello stesso periodo (2008-2011), sarà di quasi il 22% (4 punti in più della media nazionale) e nella nuova edilizia abitativa del 37% (3 punti in più della media italiana).
Per quanto riguarda i lavori pubblici le risorse disponibili (media nazionale) nel triennio 2009-2011 saranno diminuite del 30%. Nel Veneto, depurando il bilancio delle risorse disponibili alle necessità del MOSE, la diminuzione sembra essere superiore del 70 per cento.
Gli effetti sull?occupazione sono pesantissimi. Nella manifestazione del 1 dicembre sotto Palazzo Chigi abbiamo denunciato la perdita a livello nazionale di 180 mila posti, che raggiungono i 250 mila considerando anche i settori collegati. Considerando anche il 2011 si arriva ad una perdita occupazionale complessiva per il sistema costruzioni di 290 mila unità.
In Veneto si stima in circa 23 mila il numero di posto di lavoro persi dall?inizio della crisi. Tenendo conto anche degli effetti sui settori collegati alle costruzioni, si può stimare un calo complessivo di circa 31 mila occupati.
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5011-Presentazione Rapporto 24feb2011 – Gennari.pdfApri
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