
Da oltre un mese l’ANCE ha lanciato l’allarme sulla grave situazione determinata dall’eccezionale e repentino incremento dei prezzi dei materiali da costruzione, dei carburanti e dei prodotti energetici – riconducibile alle attuali tensioni geopolitiche e dei conflitti in corso nel Medio Oriente – che sta producendo effetti estremamente rilevanti sulla sostenibilità economico-finanziaria dei lavori, pubblici e privati, in corso di esecuzione.
Molte aziende, come prevede la legge e come suggerito da Ance, hanno chiesto la rinegoziazione dei contratti in essere e ora, in tutto il Veneto, ci sono tavoli aperti con gli enti pubblici per capire come completare gli interventi.
Sul tema è intervenuto anche il Presidente Alessandro Gerotto: “dall’inizio del conflitto noi di Ance abbiamo lanciato l’allarme sul rischio di stop ai cantieri per il boom dei prezzi dei materiali. Ora anche le Amministrazioni locali denunciano le difficoltà a garantire il pagamento dei lavori e la continuità dei servizi per i cittadini. Con un aumento dei materiali tra il 40 e il 50% è chiaro che siano rischio le manutenzioni e gli interventi necessari sul territorio.
L’incremento dei prezzi delle materie prime (il bitume è salito del 47%, il ferro del 10,5%, il polietilene il 7,4%, il gasolio +46,6%) continua a gravare molto sui cantieri pubblici: oggi sono superiori del 30-50% rispetto a quelli della gara. La situazione più pesante riguarda i cantieri che sono stati appaltati anni fa che, quindi, non possono beneficiare neppure della revisione prezzi introdotta due anni fa dal Codice appalti”.
Nel frattempo già si riscontrano segnali di rallentamento dei lavori e riduzione delle manutenzioni, soprattutto delle infrastrutture viarie.
Si allega la rassegna stampa delle ultime settimane sul tema.
Puoi scegliere quali categorie di cookie abilitare. I cookie necessari sono sempre attivi perché indispensabili per il corretto funzionamento del sito.