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Il 3 maggio si sono svolte, presso il Centro Congressi Laguna Palace di Mestre, le prime Assise dell’industria delle costruzioni del Veneto. ANCE VENETO: «ECCO COME USCIRE DALLA CRISI»

Assise dell’industria delle Costruzioni del Veneto – UNITI PER SUPERARE LA CRISI

24 Maggio 2010
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Sono stati oltre 700 i partecipanti alle prime Assise dell’industria delle costruzioni, che si sono svolte lunedì 3 maggio al Centro Congressi del Laguna Palace Hotel di Mestre. Era la prima volta che ANCE Veneto, insieme all’ANCE nazionale, chiamava a raccolta i costruttori della regione. I numeri delle adesioni sono stati significativi, a testimonianza di quanto delicata per gli imprenditori sia l’attuale situazione economica. L’obiettivo era chiaro: la strada per la ripresa è già tracciata, il percorso da seguire condiviso. Ciò che è mancato fino a ora è stata la volontà, o la capacità, di decidere. Proprio sulla necessità di decidere, e di farlo in fretta, ANCE ha cercato di sensibilizzare i numeri rappresentanti politici presenti: Maurizio Sacconi, Ministro del Lavoro, Renato Brunetta, Ministro della Pubblica Amministrazione, Enrico Letta, vice-segretario del Pd, Massimo Giorgetti, Assessore regionale ai Lavori Pubblici.
ANCE Veneto ha contribuito a puntellare il percorso delle riforme con un documento, dal titolo Un Patto per il Veneto del futuro, che riassume in dieci punti i provvedimenti essenziali per mantenere alti gli standard di competitività di una delle regioni più avanzate d’Europa. «Perché se crolla il Veneto ha spiegato Stefano Pelliciari, presidente di Ance Veneto ne risentirà l’intera economia italiana. I Veneti pagano tasse e contributi come o di più delle regioni europee evolute. Per questo sono soggetti a una pressione fiscale probabilmente doppia, in percentuale, dei loro concittadini bavaresi. Nonostante gli ingenti trasferimenti allo Stato Centrale, le regioni virtuose hanno una sanità che funziona bene, costruiscono le strade, le ferrovie, gli ospedali con i loro soldi. La crisi attuale le sta mettendo in ginocchio».
Fiscalità, gestione del territorio, opere pubbliche, beni culturali, organizzazione del lavoro, sanità e formazione sono alcuni dei punti principali del Patto. E poi semplificazione burocratica, riforma dello Statuto e del regolamento del Consiglio regionale, regionalizzazione del Patto di stabilità, parità dei rapporti tra pubblico e privato, attrazione di investimenti, Expo 2015, Olimpiadi 2020.
«Aderire al Patto per il Veneto, ha aggiunto Pelliciari, è importante perché il Veneto dispone di grandi opportunità per rialzare la testa prima del previsto e per consolidare il suo ruolo di guida per l’intera economia nazionale. Non chiediamo sovvenzioni o solidarietà, ma soltanto un aiuto: la possibilità di continuare a produrre sviluppo. E di farlo lavorando».
«I dati del Veneto, per il presidente dell’Ance Paolo Buzzetti, dicono che la situazione peggiore per le imprese dell’edilizia è qui. Quella di oggi è una prima uscita pesante perché il 2010 rischia di essere la tomba di molte aziende. Vogliamo far capire che stiamo andando nel tunnel invece di uscirne».
Per il Ministro Renato Brunetta «il Paese ha bisogno di infrastrutture, grandi, medie e piccole. Il Paese ha bisogno dell’edilizia come settore produttivo: questo è un settore che ridistribuisce reddito e occupazione più di altri settori. Un euro speso in edilizia si trasforma in due euro, due euro e mezzo ridistribuiti agli altri settori: ha quindi alti coefficienti di attivazione».
«Il modo di rispondere anche alle sollecitazioni dei Costruttori Ance, ha detto il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, è arrivare finalmente alla riforma delle autonomie locali, che è parte della riforma del federalismo fiscale, superando il criterio della spesa storica nei trasferimenti ai Comuni che ha premiato i Comuni viziosi e punito quelli che risultavano virtuosi all’atto di questo consolidamento, alla fine degli anni ’70».
Enrico Letta, vice-segretario del Pd, ha posto invece l’accento sul tema infrastrutture. «Il Veneto ha una grande fame di infrastrutture e questa fame va saziata perché altrimenti la ripresa non verrà colta. Il modello da seguire è quello del Passante di Mestre».
Nel corso dell’incontro si è svolta una tavola rotonda, moderata dal vice direttore di Raidue, Gianluigi Paragone, a cui hanno preso parte Walter Schiavella, segretario nazionale Fillea Cgil, Enrico Letta, Massimo Giorgetti, Assessore regionale ai Lavori Pubblici, e Salvatore Matarrese, vice presidente dell’Ance.

5020-Relazione Assise ANCE_Ambrosetti_def_16.pdfApri

5020-programma per il Veneto.docApri

5020-intervento Pelliciari.docApri

5020-Un patto per il Veneto del futuro.pdfApri
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