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Si è tenuto lo scorso 2 febbraio presso la sede veneziana di Ance Veneto l’annuale appuntamento con la presentazione del Rapporto annuale sulle Costruzioni in Veneto

PRESENTAZIONE VII RAPPORTO SULLE COSTRUZIONI IN VENETO

9 Febbraio 2009
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L’incontro si è aperto con i saluti e l’introduzione del Presidente di Ance Veneto, Stefano Pelliciari, che procede ad un’analisi della situazione del settore delle costruzioni nella Regione: “La crisi è evidente e i numeri del rapporto la confermano. Gli elementi che fanno pendere l’ago della bilancia al segno meno, oltre alla congiuntura già in flessione lo scorso anno e che coinvolge tutti i comparti economici, sono la stretta creditizia e i ritardi se non addirittura il blocco dei pagamenti da parte degli Enti locali. Da un lato i disagi che incontrano le imprese riguardano l’aumento degli spread, la richiesta di maggiori garanzie, l’allungamento dei tempi di istruttoria, la concessione di importi inferiori a quanto richiesto. Dall’altro sarebbe quanto mai opportuno che il Governo sbloccasse i fondi ai Comuni virtuosi che in passato hanno risparmiato e che oggi non possono far fronte agli impegni nei confronti delle imprese in nome del rispetto del Patto di Stabilità. Il Presidente Pelliciari conclude poi il suo intervento lanciando segnali di ottimismo: “Le chiavi per uscire dalle attuali difficoltà riguardano gli investimenti pubblici e le politiche per la casa. La nostra Regione, infatti, da un lato presenta un deficit infrastrutturale importante, soprattutto per quel che riguarda le opere medio-piccole, che potrebbero essere immediatamente cantierabili. mentre dall’altro, va considerato che il fabbisogno abitativo rimane alto, grazie al notevole sviluppo demografico degli ultimi anni, ma occorre rendere più semplice la soddisfazione di questa esigenza”.
L’evento, oltre alla presentazione dello studio, ad opera del Direttore del Centro Studi ANCE, Antonio Gennari, ha visto lo sviluppo di un dibattito sulle leve su cui il settore deve puntare per aumentare la propria competitività e, quindi, superare la difficile situazione attuale.
I fattori chiave per il rilancio del settore sono stati identificati nell?innovazione tecnologica, soprattutto riferita alla problematica energetica, nello sviluppo delle infrastrutture, fondamentale, sia perchè dà opportunità di lavoro alle imprese di costruzione, sia perchè ogni infrastruttura costituisce la base per un’ulteriore sviluppo socio-economico del territorio, nelle politiche per la casa promosse dalla Regione Veneto per fronteggiare l’emergenza abitativa di ampie fasce della popolazione in Veneto. Infine, in primo piano il complesso rapporto tra le imprese e il mondo creditizio, elemento fondamentale per permettere alle imprese di riprendere ad investire.
A rappresentare queste leve per la competitività sono intervenuti durante il dibattito, condotto dal Giornalista RAI Maurizio Crovato, Antonio Gennari, Massimo Giorgetti e Vendemiano Sartor, rispettivamente Assessori regionali ai Lavori Pubblici e alle attività produttive, e Giuseppe Menzi, Direttore Generale di Banca Antonveneta – MPS.
Il rapporto, redatto dal Centro Studi di ANCE, riporta i risultati congiunturali del 2008 del settore dell’industria delle costruzioni, ma soprattutto presenta alcune previsioni per il 2009.
L’industria delle costruzioni in Veneto ha subito nel corso del 2008 una contrazione superiore rispetto alla media nazionale e con risultati nettamente più negativi rispetto alle previsioni contenute nel rapporto di dicembre 2007.
Le imprese, infatti, hanno verificato nei fatti gli effetti della crisi finanziaria, della stretta creditizia operata dalle banche che richiedono il rientro immediato da alcune esposizioni e aumentano gli spread praticati. Contestualmente aumenta l’incertezza della domanda sia del sistema produttivo che delle famiglie. A tutto questo si aggiunge il problema dei ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione a fronte di lavori eseguiti.
Secondo valutazioni Ance-Ance Veneto gli investimenti in costruzioni, si stimano, nel 2008, pari a 16.226 milioni di euro: rispetto al 2007 si evidenzia una riduzione del 4,5% in quantità (-1,1% nel 2007) contro un calo medio in Italia del 2,3%.
Il rallentamento più accentuato nella nostra regione, tuttavia, si spiega anche perché per oltre un decennio il settore delle costruzioni in Veneto è cresciuto più che nel resto d’Italia. Dal 1992 i tassi di crescita della nostra regione sono stati elevati e complessivamente gli investimenti in costruzioni sono aumentati del 32,2% a fronte di una crescita media nazionale del 25,9%.
Il settore delle costruzioni in Veneto continua a rivestire un ruolo importante nell’economia della regione. Gli investimenti in costruzioni costituiscono l’11,4% del Pil della regione (per l’Italia la percentuale è del 9,9%) e gli occupati nel settore rappresentano l’8,3% degli occupati in tutti i settori economici (8,4% in Italia).
Il comparto maggiormente in difficoltà risulta essere quello delle costruzioni non residenziali pubbliche che nel 2008 evidenzia un calo del 10% rispetto all’anno precedente.
In forte diminuzione anche il comparto non residenziale privato (-6,7%) e la nuova edilizia abitativa (-4,7%). L’unico comparto che mostra ancora, nel 2008, un segno positivo è quello degli investimenti di manutenzione straordinaria e recupero dello stock abitativo esistente (+1,3%).
Le previsioni sui livelli produttivi del 2009 non fanno pensare che la ripresa sia vicina. Le stime mettono in luce una riduzione dei livelli produttivi del settore delle costruzioni del 9,6% in termini reali. Una flessione più forte di quella prevista nella media nazionale valutata nel -6,8%. Le imprese di costruzioni esprimono forti preoccupazioni per tutti i comparti di attività: -14% per la nuova edilizia abitativa, -9,3% per le opere pubbliche, -9,2% per le costruzioni non residenziali pubbliche, -9,2% per le costruzioni non residenziali private e -5,3% per gli interventi di manutenzione delle abitazioni.
In diminuzione anche l?occupazione: -3,9% nei primi 9 mesi del 2008 rispetto allo stesso periodo del 2007. La riduzione è significativa per i lavoratori indipendenti (-12,5%), mentre crescono gli occupati dipendenti (+2,8%).
I dati dell’Agenzia del Territorio, riferiti al primo semestre 2008, confermano il forte rallentamento del mercato immobiliare abitativo in Veneto già in atto nel 2007. Nei primi sei mesi dello scorso anno il numero di compravendite risulta diminuito del 18,6% nel confronto con il primo semestre del 2007. La diminuzione è più accentuata nei comuni non capoluogo (-19,2%) a fronte di un calo del 16,1% nelle città capoluogo del Veneto.
L’ultimo rapporto Nomisma registra, dopo 10 anni di crescita ininterrotta, i primi segni negativi sui prezzi delle abitazioni. Questo, però, non vuol dire che gli investitori stiano voltando le spalle al mattone. I prezzi delle case (-4,2% a Venezia città, -3,9% a Mestre, -1,2% a Padova rispetto al secondo semestre 2007 ? fonte Nomisma) segnano una generale tenuta se rapportati alla situazione del resto d?Europa. Con la Borsa in picchiata e i rendimenti sui bond a livelli bassissimi, la casa resta l’alternativa di investimento più valida.
Come era prevedibile, in questi ultimi mesi le profonde difficoltà dei mercati finanziari hanno contagiato l’economia. Anche l’ultimo bollettino della Banca d’Italia rimarca come le banche italiane abbiano varato negli ultimi mesi politiche restrittive. Nel periodo gennaio-settembre 2008 in Veneto si è registrato un calo del 17,8% dei finanziamenti al comparto non residenziale. I mutui erogati alle famiglie hanno visto in Veneto un calo del 3,6%, ma solo nel terzo trimestre la riduzione è stata del 20,2%.
Per superare la crisi economico-finanziaria, tutti gli osservatori, nazionali ed internazionali, ribadiscono il ruolo anticiclico che possono svolgere gli investimenti infrastrutturali per la loro capacità di sostenere reddito e occupazione.
In attesa di un programma infrastrutturale di sviluppo, non si può non far notare con disappunto la gravità dei tagli alle risorse per nuove infrastrutture previste nella legge finanziaria 2009 (-13,5% a livello nazionale in termini reali rispetto all’anno precedente)
Per garantire un effetto reale e positivo degli interventi sull’economia e sulla tenuta del sistema industriale delle costruzioni, l’Ance ha più volte chiesto al governo nazionale e regionale di destinare una quota sostanziale di risorse alla realizzazione di opere medio-piccole, diffuse sul territorio, immediatamente cantierabili.
Sarebbe opportuno estendere nel 2009 quanto previsto per il 2008, ovvero escludere, nei li miti delle disponibilità di cassa, dalle sanzioni gli Enti locali “virtuosi” che nel corso dell’anno effettueranno i pagamenti relativi ad investimenti pubblici già realizzati, superando i limiti imposti dal Patto di stabilità.

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5021-090123-Rapporto Veneto – Febbraio 2009_Rev3.pdfApri
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