L`industria delle costruzioni, motore fondamentale dell`economia e dell`occupazione in Veneto, rischia di perdere colpi a partire dal prossimo anno.
“La consistente riduzione degli appalti che si è manifestata già nel primo semestre 2006 e che mostra una tendenza sempre più preoccupante – ha dichiarato il presidente di Ance Veneto Klaus Schillkowski – fa prevedere per il 2007 una caduta degli investimenti in opere pubbliche nella nostra regione. A questo si aggiunge la decisa frenata prevista anche nell`edilizia abitativa, comparto che fino ad oggi ha trainato i livelli produttivi del nostro settore.“
“è evidente che – ha detto ancora Schillkowski – se non ci sarà un`immediata correzione di rotta su questi due fronti, oltre a essere messa a rischio la tenuta di un settore fondamentale per l`economia veneta ci saranno pesanti conseguenze anche sul pil regionale, trainato in questi anni proprio dall`industria delle costruzioni.“
E, in effetti, come emerge dal Rapporto congiunturale sull`industria delle costruzioni nel Veneto – messo a punto da Ance Veneto in collaborazione con il Centro Studi di Ance nazionale – presentato a Padova il 28 novembre prossimo, dal 1999 a oggi gli investimenti in costruzioni nel Veneto sono cresciuti molto più velocemente dell`economia regionale, facendo registrare un incremento complessivo del 32,2%, a fronte di uno sviluppo del 9,5% del pil della regione.
Un andamento, quello delle costruzioni in Veneto, migliore di quello registrato dal settore a livello nazionale (+ 23,8% le costruzioni, +10,7% il Pil nazionale), ma che presenta per il prossimo futuro incognite pesanti, delle quali si è discusso proprio in occasione della presentazione del Rapporto.
Nel corso dell`incontro, infatti, dopo le relazioni di apertura del presidente di Ance Veneto Klaus Schillkowski e di Antonio Gennari, direttore del Centro studi di Ance nazionale, che ha illustrato i contenuti del Rapporto, si è svolta una tavola rotonda sulle prospettive del settore nel Veneto.
Al dibattito, moderato dal giornalista Claudio Pasqualetto, hanno preso parte Massimo Giorgetti, Assessore alle Politiche dei Lavori Pubblici e dello Sport, Giancarlo Conta, Assessore alle Politiche dell`Ambiente,Renzo Marangon, Assessore alle Politiche per il Territorio,Fabio Gava,Assessore alle Politiche dell`Economia, Sviluppo, Ricerca e Innovazione, Stefano Pelliciari, Presidente Ance Treviso,Filippo Mazzei, Vice Presidente Ance Padova,Giuseppe Fracasso, Presidente Ance Vicenza.
Nel solo 2006 – come si legge nel Rapporto – gli investimenti in costruzioni in Veneto ammontano a 16.246 milioni di euro e costituiscono il 12,2% del pil della regione (un contributo che supera quello, pari al 9,7%, fornito dalle costruzioni a livello nazionale).
Il ruolo trainante dell`edilizia veneta si conferma anche nel mercato del lavoro: negli ultimi otto anni gli addetti del settore sono più che raddoppiati (+58,2%), mentre i livelli occupazionali complessivi sono aumentati del 15,2% (a livello nazionale il raffronto è tra il +29,4% degli addetti delle costruzioni e il +12,5% del totale degli occupati).
Sul fronte occupazione il settore fa registrare anche un altro importante traguardo, e cioè la netta riduzione del lavoro sommerso. Il tasso di irregolarità, in Veneto storicamente più basso rispetto alla media italiana, si è negli ultimi anni ulteriormente ridotto, scendendo a 4,5% (per l`Italia 12,5%).
Positiva, quindi, la fotografia del settore che emerge dall`Osservatorio dell`Ance Veneto, che per il futuro, tuttavia, mette in luce le forti preoccupazioni delle imprese per le norme contenute nel decreto Visco-Bersani e nei provvedimenti collegati al ddl finanziaria 2007.
Dopo un 2006 con il segno più in quasi tutti i comparti di attività, le previsioni per il prossimo anno annunciano infatti una frenata.
Nel 2006 gli investimenti in costruzioni nella regione sono aumentati dell`1%. Un risultato lievemente inferiore al +1,1% nazionale, ma più elevato rispetto alla crescita media stimata per il Nord-Est (+0,5%).
Gli investimenti in edilizia abitativa (54,2% degli investimenti nel settore, pari a 8.809 milioni di euro) sono cresciuti dello 0,9%, per effetto della crescita delle nuove abitazioni (+1,5%) e di un incremento, seppure contenuto, degli interventi di riqualificazione (+0,2%).
In crescita anche gli investimenti in edilizia non residenziale (5.095 milioni di euro), che chiudono il 2006 con un incremento dell`1,8% rispetto all`al 2005.
Sul fronte degli investimenti in opere pubbliche (2.342 milioni di euro) nel 2006 si registra una situazione di stallo, che rispecchia quella riscontrata a livello nazionale. Va sottolineato, inoltre, che è la crescita dei lavori di piccolo taglio (e quindi di più immediata cantierizzazione) ad evitare che per il comparto ci sia un segno meno.
Nel 2007, come si legge nello studio, i livelli produttivi del settore registreranno un calo dello 0,5% rispetto al 2006.
èatteso infatti, in tutti i comparti di attività, un indebolimento della domanda, che si unirà al progressivo esaurirsi dei programmi costruttivi avviati negli anni precedenti.
Una decisa frenata si avrà nell`edilizia abitativa (+0,2% rispetto al 2006), mentre per i fabbricati non residenziali destinati ad attività economiche si prevede una riduzione dell`1,3%.
Ma la situazione più preoccupante è quella delle opere pubbliche, per le quali, dopo la “crescita zero”” del 2006, si prevede un calo dell`1,5%.
Ed è proprio per la forte incertezza che caratterizza questo comparto che, sostengono i costruttori dell`Ance Veneto, è necessario accelerare i programmi di infrastrutturazione della regione, passando con decisione dalla fase programmatoria a quella realizzativa.
E questo anche in considerazione dell“`anomalia veneta””: mentre la regione ha, complessivamente, una dotazione infrastrutturale superiore a quella media nazionale, tre sue province (Belluno, Rovigo e Vicenza) presentano picchi di “sottodotazione”” che le collocano agli ultimi posti della classifica delle città italiane.
In questo senso diventa cruciale che siano effettivamente rese disponibili le risorse per le opere pubbliche previste dal dl finanziaria 2007. Sulla reale disponibilità di questi fondi pesa, com`è noto, l`incognita legata al Fondo Tfr, che è ancora soggetto al vaglio europeo e da cui dipende la quasi totalità delle nuove risorse destinate all`adeguamento infrastrutturale del Paese.
Nuovi strumenti previsti per gli enti locali, come le tasse di scopo, possono essere innovazioni interessanti, a patto che siano aggiuntivi e mirati a specifiche opere pubbliche, e non sostitutivi delle forme ordinarie di finanziamento.
Per quanto riguarda, infine, la realizzazione delle grandi opere, il rapporto realizzato dai costruttori veneti sottolinea che, per i 10 interventi localizzati in Veneto approvati dal Cipe (costo totale 17.625 milioni di euro), restano ancora da reperire 10.421 milioni di euro, che rappresentano il 59,1% del costo totale degli interventi programmati.
Questa somma riguarda principalmente le linee ferroviarie ad Alta Velocità Milano-Verona e Verona-Padova, ma anche il Progetto Mose per la salvaguardia di Venezia e il collegamento ferroviario del capoluogo con l`aeroporto Marco Polo.
In allegato il V Rapporto e l`intervento del Presidente di Ance Veneto Ing. Klaus Schillkowski.